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Le opere che ho deciso di confrontare sono una rappresentazione di arte tribale aborigena australiana e un’ opera senza titolo di Keith Haring. Confronterò anche il murale “Tuttomondo”, realizzato sempre  da Keith Haring sulla parete esterna della basilica di Sant’Antonio Abate a Pisa con un’ opera di arte tribale moderna. KEITH HARING:Keith Haring nacque a Reading il 4 maggio 1958, fin dai primi anni della sua giovinezza mostrò una propensione verso l’arte e, in particolare, verso il disegno. Riuscì ad inserirsi nella scena artistica Newyorkese come personalità di spicco, e, successivamente si affermò nel panorama mondiale. Morì a soli 32 anni a causa dell’AIDS.LO STILELe opere di Keith Haring sono ormai riconosciute universalmente, esse fanno ricorso a uno stile immediato, caratterizzato da personaggi bidimensionali, come i celebri bambini, animali, televisori o anche personaggi di cartoon, rappresentati con colori vivaci e marcati da una linea di contorno spessa, così da diventare accattivanti e da riuscire a catturare facilmente lo sguardo, come i manifesti pubblicitari. La loro versatilità va oltre i classici mezzi espressivi, infatti per esprimere la sua creatività, non esitò a sfruttare gli elementi più diversi, come muri, carrozze di treni o capi d’abbigliamento.Pur nella semplicità delle sue raffigurazioni, Haring tratta temi molto importanti della sua epoca, come il capitalismo, l’AIDS o la droga. Nelle opere di Keith Haring si vedono le più varie influenze: l’arte classica, rinascimentale, i grandi del novecento, passando anche per appunto, le figure dell’arte tribale CONFRONTOOPERA DI ARTE TRIBALE                             KEITH HARING, 1981, CONTEMPORANEA                                       UNTITLED, SALISBURGO                                    ABORIGENA AUSTRALIANA                                                      Nel confrontare queste due opere, la somiglianza è evidente. Sono entrambe raffigurazioni moderne fatte su tela, quella di Haring, in particolare su una tela di vinile. Il soggetto della prima sembra essere un animale, mentre l’altra rappresenta una figura umana. Dal punto di vista stilistico, entrambe le opere sono bidimensionali e mancano di prospettiva, il soggetto principale viene raffigurato grande e al centro, con dei motivi geometrici che gli sono intorno; quest’ultimi sono nel dipinto aborigeno australiano tondeggianti mentre in quello di Haring sono più schematici, delle croci, entrambi sono in corrispondenza dei 4 angoli, forse per dare l’idea di una maggiore pienezza. I colori utilizzati sono colori vivaci, che catturano lo sguardo dell’osservatore: in particolare vediamo utilizzati sia nell’una che nell’altra opera i toni del giallo e del rosso/arancione, abbinati a colori più scuri come il nero o il marrone che aumentano il contrasto. Possiamo poi vedere, in entrambe le rappresentazioni un contorno nero che delimita la figura e la definisce meglio.